Il Pilates: nato da un uomo, usato dagli atleti olimpici.

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Flessibilità, addominali scolpiti, potenza e agilità sono gli obiettivi che gli uomini vogliono raggiungere quando si parla di fitness. Il Pilates è fondamentale nell’allenamento degli atleti olimpici.

Il creatore di questa disciplina, Joseph Pilates, era un boxer e wrestler. 

Il Pilates usa il peso del corpo per potenziare e distendere la muscolatura aumentando la forza e sviluppando la mobilità. Costituisce un lavoro completo, spingendo il fisico oltre i propri limiti in termini di flessibilità e prevenendo così infortuni, mal di schiena e problemi d’equilibrio.

Le prestazioni atletiche vengono dunque migliorate, ma il benessere è anche mentale e rafforzano profondamente gli addominali dal muscolo trasverso.

Chi era Joseph Pilates

Nasce a Monchengladbach, piccola città vicino a Dusseldorf, Germania nel 1880.
Era un bambino gracile, soffriva di asma, rachitismo e di febbre reumatica. Questi suoi problemi a livello fisico lo portano a decidere di studiare il corpo umano, cercando di rinforzarlo e ringiovanirlo attraverso l’esercizio fisico.

Il padre era un noto ginnasta e la madre naturopata: gli fu regalato un libro di anatomia e si appassionò a questo studio, nel quale incluse forme di esercizi che appartenevano a oriente e a occidente – compreso lo studio dello yoga.
Nel suo studio unisce infatti le due filosofie – oriente ed occidente.

Lavorò duramente sul suo corpo, e fece anche da modello per una tabella anatomica.

Durante la sua vita in Germania, lavorò anche come boxer e ginnasta, sapeva sciare e faceva sub, ma lavorò anche in un circo con notevoli successi.

Contrology: nasce nel 1914.

Nel 1914 viene internato con altri tedeschi (durante la 1° guerra mondiale) in un campo di nemici stranieri a Lancaster.
Qui impara il wrestling e la ifesa personale, ed è proprio qui che nasce il suo sistema di esercizi – che all’inizio si chiamava Contrology.

Il Reformer

Quando viene trasferito in un altro campo, nell’isola di Man, si ritrova a lavorare come infermiere: assisteva e aiutava reduci di guerra, e con le molle dei letti inventa il pseudo Reformer.

Quando torna a casa raffina la tecnica e costruisce il vero Reformer.

Da qui viene riconosciuto dalle più famose scuole di danza americana per il suo sistema di educazione fisica e la funzionalità dei suoi attrezzi di allenamento.

La sua metodologia comprende lo sviluppo uniforme del corpo, riconoscendo l’unità tra mente e corpo, l’importanza della respirazione, la precisione la fluidità e la concentrazione.

 Joseph Pilates ebbe modo di vantarsi quando, nel 1918, un’influenza epidemica uccise migliaia di inglesi, ma nessuno di coloro che si sottoposero al suo training fisico contrasse l’influenza assassina.

Più tardi Joseph Pilates venne trasferito sull’isola di Man dove si ritrovò a contatto con soldati menomati, costretti all’immobilità e bisognosi di terapie riabilitative. Fu in questa occasione che Joseph Pilates cominciò a costruire macchinari e attrezzature che potessero aiutare queste persone. Negli anni venti Joseph Pilates tornò in Germania dove incontrò il grande coreografo e studioso del “movimento” Rudolf Laban e da qui il binomio danza-pilates. Nel frattempo Joseph Pilates lavorò ad Amburgo come istruttore delle reclute del corpo di Polizia. Il Governo gli propose poi di addestrare i nazisti dell’ esercito tedesco ma Joseph Pilates rifiutò e si trasferì in America.  Durante il viaggio in nave conobbe Clara, la donna che divenne poi sua moglie e con la quale aprì uno studio a New York accanto alla sede del New York City Ballet e lì suscitò subito l’interesse di atleti, ballerini, attori e altre persone.  Joseph Pilates cominciò a codificare la sua tecnica: la prima parte era incentrata esclusivamente sul Mat Work, ovvero una serie di esercizi eseguiti a corpo libero su di un materassino (“mat”).
Questo programma venne codificato in un libro chiamato Contrology, nome originario che lui stesso coniò per la sua tecnica. Il lavoro comunque non si ridusse alla codificazione degli esercizi, ma si estese al perfezionamento di particolari attrezzi. Ai tempi della sua prigionia in Inghilterra infatti, Joseph Pilates applicò delle molle ai letti dei pazienti con lo scopo di aiutarli a ritrovare e mantenere il tono muscolare, mentre erano ancora allettati.


Come risultato di questa idea nacque l’ Universal Reformer, l’attrezzo che a tutt’oggi è parte centrale del metodo Pilates. Durante il suo lavoro altri attrezzi furono inventati così come altri esercizi per il Mat Work. Solo due degli studenti di J. Pilates, Carola Trier e Bob Seed, aprirono il loro studio pilates mentre Joseph era ancora in vita. Quando nel 1967 morì, lui stesso e il suo studio erano diventati ormai una istituzione.In un primo momento l’attività venne svolta dalla moglie Clara con l’aiuto di un’allieva, Romana Kryzanowska che divenne la direttrice nel 1970. Altri che studiarono il metodo aprirono il loro studio: Ron Fletcher, Cathy Grant, Lolita San Miguel.

 Il Pilates che si insegna oggi è basato sui suoi principi ma è stato arricchito delle conoscenze mediche e riabilitative che sono state sviluppate dopo la sua morte. 

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