Come riattivare mente e corpo dopo lo stop Covid-19?

Cosa resterà nella nostra mente di questo virus ? Come ci costruiremo gli anticorpi per i pensieri negativi, l’ansia, l’angoscia? Ad aiutarci saranno la resilienza individuale, ma anche la paura. E poi c’è lo sport, che crea un’identità comune

Resilienza, quel termine tecnico che si è trasformato in una parola magica simbolo della nostra epoca, dopo il coronavirus sarà ancora più necessario. All’improvviso ci siamo riconosciuti fragili, fatti della materia più impalpabile. Tutto quello che è sempre stato considerato «altro» o «altrove» è diventato così intimo da scardinare qualsiasi certezza e sicurezza. Il senso del limite ha ridato valore alle cose, ha ridefinito gli spazi, il tempo, la prossemica degli abbracci, il rapporto con se stessi.

Pensiamo al dopo perché prima o poi passerà. Come trasformare quei sentimenti di ansia, incompletezza, fragilità in un allenamento alla pazienza e umiltà.

Bloccati e frastornati, ognuno siè raccontato la vicenda a modo suo ha riconvertito le abitudini. Una cosa è certa: la resilienza è il piano b del cervello, è la strategia da attuare per riprendersi da questo shock psicologico.

Non tutti, però, in quarantena hanno vissuto gli spazi circoscritti e la dilatazione del tempo come un’opportunità. In questo momento siamo tutti disadattati, ma ognuno ha i suoi strumenti, la risposta è individuale allo stress, la capacità di adattamento all’imprevisto.

Il disagio psicologico è il lato meno visibile del Coronavirus. Le emozioni più ricorrentisono la paura cosciente e consapevole, quella paura che dà lucidità e responsabilità, senso di discernimento di cosa sia giusto o sbagliato. E poi la rabbia, che fa seguito al cambiamento improvviso, al dover ricominciare da capo, è una rabbia autolesiva rivolta verso se stessi dovuta all’impatto che ha sul cervello l’overdose di immagini negative.

Come si affronta la paura? 

Dobbiamo imparare ad allenarci alla paura poichè rappresenta l’opportunità per andare avanti. Se non usiamo la paura e non smettiamo di avere paura della paura, il rischio è di rimanerne sottomessi, con uno stress emotivo che per di più abbassa le difese immunitarie.

Lo sport è un rifugio sicuro per l’umore?

Tanto movimento e poche medicine. Lo sport è un farmaco naturale con cui attingiamo alla nostra farmacia privata. L’attività aerobica consente di stimolare la produzione di serotonina, dopamine, endorfine, è una chimica positiva che migliora l’umore e tutto il repertorio cognitivo come l’attenzione, la concentrazione, l’apprendimento e la memoria.

Lo sport è una opportunità per rimanere giovani nel pensiero e nel modo di agire. Insegna la flessibilità, intesa come capacità di cambiare e di adattarsi al cambiamento. E questa flessibilità è alla base di tutto, è un anticorpo sociale e culturale per non rimanere confinati. Allo sport dedichiamo le nostre passioni e per queso ci dà la possibilità di mantenere aperta una finestra emotiva che costruisce un’identità comune, che ci aiuta a sentirci meno soli.

Che senso avrà la libertà ritrovata?

Il nostro cervello è stato un cantiere aperto, per allestire e analizzare un progetto di vita diverso. La salute e la libertà sono i valori che dovranno diventare centrali nella nostra vita.

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